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Permettersi di essere grati

Permettersi di essere grati

Esprimere gratitudine ad una persona a noi cara non è mai ripetitivo, anche se siamo sicuri che l’altro già sappia quanto lo apprezziamo.
E’ un dono piacevole da fare e da ricevere.
Un dono che ci obbliga a non dare per scontate certe relazioni e riconfermare quanto esse siano importanti per il nostro benessere.

 

La possibilità di parlare delle nostre emozioni, anche quelle positive, è spesso accompagnata da un fastidioso imbarazzo. Per questo non ci risulta semplice esprimere a parole la riconoscenza verso chi amiamo, né ci sentiamo pronti a farla trapelare attraverso il nostro sguardo.
Un abbraccio, un sorriso, il silenzio intimo e profondo insieme all’altra persona sono linguaggi alternativi a quello verbale e altrettanto significativi.
La gratitudine si può tradurre in un’azione e al tempo stesso è un’emozione: un’emozione positiva. Come tante altre emozioni positive, ad esempio la gioia, la speranza, la meraviglia, anche la gratitudine ci aiuta a vivere meglio. Ha un effetto benefico sulla salute della nostra mente. In primo luogo il senso di ottimismo e vitalità che ne consegue ci aiuta a far assopire quei rumore di fondo derivanti dai pensieri e dalle fatiche nell’affrontare le difficoltà.

 

Oltre che per il benessere del singolo, la gratitudine alimenta anche il benessere interpersonale.
Vivere una relazione in cui si è capaci di esprimere reciprocamente gratitudine promuove l’impegno dei partner al mantenimento della relazione stessa.
Coltivare la gratitudine nei rapporti interpersonali ci aiuta a mettere a fuoco tutto ciò che per noi ha valore e che apprezziamo. Si traduce, quindi, in un allenamento delle nostre capacità di attenzione verso atteggiamenti che spesso diamo per scontato.
Poter esprimere all’altro le specifiche emozioni che certi atteggiamenti, situazioni, comportamenti ci suscitano rende entrambi partecipi dei vissuti condivisi, favorendo inevitabilmente l’espressione comunicativa.

Come, la gratitudine, può aiutarci ad accogliere le critiche come nuove possibilità?
“Non ti sei impegnato oggi” ci permette di accettare che “Effettivamente ho tanti pensieri. Ti ringrazio perchè forse, solo adesso, mi accorgo che le mie preoccupazioni stanno compromettendo anche il lavoro”.
Nei ritmi di vita a cui siamo sottoposti, spesso frenetici e competitivi, praticare gratitudine risulta quasi un evento straordinario più che un evento ordinario.

 

In effetti esprimere gratitudine può non avvenire automaticamente, per questo è importante volerla e saperla coltivare.

Si può iniziare nel proprio intimo in un momento di tranquillità.
Un esercizio che può essere utile è fare una lista degli eventi piacevoli vissuti durante la giornata, tutti quei momenti verso i quali ci sentiamo grati. Si può trattare di rituali ordinari, a quali solitamente diamo poca importanza. Oppure episodi significativi, verso i quali abbiamo hanno continuato a riflettere e ci hanno accompagnato per qualche ora.
Impegnarci a scriverli ci permette di riflettere attentamente su quanto vissuto esaltandone l’importanza e il valore.

Un altro esercizio può essere quello di scrivere una lettere delle gratitudini inespresse.
Pensare ad una persona verso la quale abbiamo provato rancore o verso la quale semplicemente non siamo mai stati capaci di esprimere quale le siamo stati grati e scriverle una lettera. La lettera può non essere mai inviata, ma il solo esercizio di scrittura rivolto a quel destinatario ci può aiutare a liberarci di un mondo di emozioni che ci portiamo dentro.

Buon lavoro!

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