Aree di intervento

A seguito della mia formazione e campi di interesse le aree in cui lavoro sono:

Ambito relazionale

Le relazioni che instauriamo hanno un forte peso nella nostra vita e la qualità del legame influenza il nostro benessere.
Alcune relazioni sembrano complicate da gestire e le difficoltà che ne derivano possono farci soffrire.
I fattori che possono contribuire a rendere difficile una relazione sono numerosi, ad esempio:

– una comunicazione che sembra diventata distruttiva anziché costruttiva
– scontri nella vita quotidiana nell’affrontare decisioni insieme
– aggressività nell’esprimersi o al contrario la chiusura in se stessi
– senso di inadeguatezza
– progetti ed aspettative differenti
– problematiche del passato che si ripresentano nel presente

Quando stabiliamo delle relazioni è come se due mondi distinti si incontrassero, con l’obiettivo di crearne uno nuovo che possa ospitare le singolarità, aspettative e desideri di entrambi.
Ci approcciamo all’altro con le nostre radici personali, quindi con tutto ciò il contesto e la famiglia di origine ci hanno trasmesso: il modo in cui amare ed essere amati, le modalità relazionali apprese, i valori tramandati, i segreti custoditi.
Alle radici familiari si aggiungono le altre relazioni che hanno arricchito di significato la nostra vita: gli amici, il partner, i gruppi che frequentiamo, i colleghi a lavoro. E ancora, i legami che abbiamo stabilito con certi luoghi che per noi hanno un’importanza affettiva.

Riflettere sulle dinamiche emotive che determinano le nostre relazioni ci permette non solo di essere più partecipi di quanto stiamo vivendo, ma anche di mettere a fuoco il punto in cui una relazione si è inceppata, comprenderne le motivazioni e acquisire modalità relazionali alternative che possano garantirci un miglior benessere.

Cambiamento e adattamento

Il cambiamento fa parte del percorso di vita di ognuno di noi. E’ determinato da un prima e un dopo, delimita un mondo conosciuto da un mondo nuovo e implica necessariamente una separazione. Questa separazione può spaventare, spingendoci a mettere in atto strategie di evitamento e procrastinazione.

Ci sono cambiamenti legati al ciclo di vita dell’individuo, come il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta, dall’essere coppia ad essere genitori, dal vivere con i figli in casa ad accettare la loro autonomia.

Altri cambiamenti sono inaspettati e a seconda dell’impatto che hanno su di noi e delle nostre capacità di adattamento possono farci vivere una maggiore o minore sofferenza. Si può trattare della fine di una relazione sentimentale, del doversi adattare a decisioni altrui, dell’allontanamento da persone importanti per la nostra vita.

Altre volte succede il contrario, ovvero la separazione diviene la conseguenza di una scelta: andare a vivere da soli, cambiare città o paese per lavoro, studio, necessità familiari o per una migliore qualità di vita.
E’ una tematica che assume quindi un grande valore nell’ambito della migrazione all’estero.

Qualsiasi tipo di cambiamento ci porta a dover affrontare una separazione,
e adattarsi ad una nuova condizione può non essere facile e farci vivere legittime preoccupazioni.

Crisi personale

Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo intrappolati nei nostri pensieri e nelle nostre preoccupazioni. Sono quei momenti in cui anziché galleggiare percepiamo di andare a fondo e non riusciamo a intravedere niente a cui aggrapparci per non affondare.

Ci sentiamo confusi, disorientati, deboli. Soli. Il malessere che ne deriva può incidere mentalmente e fisicamente sulle attività quotidiane e sulla qualità della vita, contribuendo ad aumentare la nostra sofferenza.

Alcune volte siamo consapevoli dell’origine di quel malessere, altre volte no.

Spesso il disordine che abbiamo in testa, la stanchezza, lo stress, l’insoddisfazione dirigono il nostro focus all’esterno. Questo ci porta a concentrarci su ciò che succede “fuori di noi”, anziché scavare tra le nostre capacità, emozioni, responsabilità.

Prenderci cura di noi stessi ci permette di osservare e quindi scegliere le occasioni di vita che aumentano il nostro benessere. E’ un allenamento a diventare responsabili delle decisioni che prendiamo, a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni, a permettere che le nostre emozioni possano stare in equilibrio.

Dinamiche emotive relative al trasferimento all'estero: non solo di chi parte ma anche di chi resta

Le emozioni che si mescolano nel progettare una vita all’estero sono molteplici: l’euforia e l’entusiasmo iniziale, il timore relativo alla nuova terra e alle capacità di integrazione, la nostalgia per ciò che si lascia nel paese di origine.
Essere un expat non è sempre facile.

Le personali risorse di adattamento alla nuova situazione, le sfide quotidiane e la congruenza tra aspettative e realtà hanno ripercussioni sulla nostra qualità di vita.

Nel lavoro con gli expat è necessario tenere a mente sia ciò che appartiene al prima della migrazione, sia ciò che si acquisisce con la migrazione stessa.

In questo percorso è importante tenere presente che la scelta di vivere all’estero ha ripercussioni non solo chi si sposta, ma anche su chi resta.
Si tratta di un evento che marca il ciclo di vita dell’intero sistema familiare e non solo del singolo individuo.
Migrare implica che anche la famiglia che resta (il partner, i figli, i genitori) debba adattarsi a questa assenza, e i ruoli e la relazione stessa dovranno quindi essere ridefiniti tenendo conto della distanza.

Martina Cortese

Prendersi cura di noi stessi è il primo passo per potersi prendere cura del mondo intorno a noi, per renderci responsabili delle decisioni che prendiamo e per essere capaci di provare empatia nel momento in cui ci rapportiamo con gli altri.”

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